Il dossier sulla trasparenza che minaccia la trasparenza di Grillo
La trasparenza e la “politica senza denaro” sono i cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle. Ma c’è qualcosa non perfettamente trasparente nei finanziamenti al movimento e nella tracciabilità del denaro. Già dal 2010 Grillo ripete: “Il Movimento 5 Stelle fa politica senza soldi”. Si finanzia solo con i banchetti e le donazioni. E ancora nel 2011: “La politica senza soldi è possibile, per questo il Movimento 5 Stelle è così pericoloso”. Ma per fare politica i soldi sembrano servire eccome nonostante la rinuncia al finanziamento pubblico. Con tutti i tagli possibili e auto imposti sappiamo che i conti correnti dei parlamentari pentastellati arrivano anche ad incassare mensilmente 11.280 euro tra diaria ridotta, rimborsi spese, “chilometrici” e telefonici. di Antonio Amorosi
11 AGO 20

La trasparenza e la “politica senza denaro” sono i cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle. Ma c’è qualcosa non perfettamente trasparente nei finanziamenti al movimento e nella tracciabilità del denaro. Già dal 2010 Grillo ripete: “Il Movimento 5 Stelle fa politica senza soldi”. Si finanzia solo con i banchetti e le donazioni. E ancora nel 2011: “La politica senza soldi è possibile, per questo il Movimento 5 Stelle è così pericoloso”. Ma per fare politica i soldi sembrano servire eccome nonostante la rinuncia al finanziamento pubblico. Con tutti i tagli possibili e auto imposti sappiamo che i conti correnti dei parlamentari pentastellati arrivano anche ad incassare mensilmente 11.280 euro tra diaria ridotta, rimborsi spese, “chilometrici” e telefonici. Per lo Tsunami Tour sono stati donati solo al blog di Grillo 775 mila euro che per il regolamento interno del movimento è l’unico modo per raccogliere soldi. 348 mila sono stati spesi e rendicontati mentre il resto è andato ai terremotati dell’Emilia Romagna. Ma ciò che si sa meno è il funzionamento delle entrate e delle uscite di denaro in contanti nei contesti locali, precisamente nell’ultima campagna elettorale.
A una prima analisi la cifra delle donazioni sembra grande, ma non risulta dichiarata agli organi preposti. E proprio su questo è stato redatto uno studio molto dettagliato dall’associazione Casa della legalità di Genova, noto osservatorio su mafie e trasparenza nelle Pubbliche amministrazioni e nei partiti. Il presidente Christian Abbondanza spiega come “dalla lettura dello statuto il Movimento 5 Stelle è un’unica struttura”. Non ha altri organismi e responsabili oltre a quelli indicati nell’atto costitutivo: Beppe Grillo, il nipote Enrico e tal Enrico Maria Nadasi. Il Movimento ha un solo amministratore/tesoriere che coincide con il presidente, Grillo. Non ha organi direttivi federali né locali. E’ un’associazione non riconosciuta come altri partiti ma senza tesorieri locali. Non ha alcun organismo di garanzia (quelli che nelle organizzazioni si chiamano garanti) e nessun organo di controllo quali, ad esempio, i revisori. E qui c’è un problema perché il Movimento raccoglie donazioni anche fuori dal blog, le cosiddette elargizioni liberali, attraverso bonifici bancari, versamenti paypal e con carte di credito. Solo che a differenza dei partiti queste somme non sono state dichiarate per la campagna elettorale 2013. Come nel caso di Savona, città di 60 mila abitanti, citata nell’analisi della Casa della Legalità. Durante l’ultima campagna “sono stati raccolti fondi in contanti per una cifra superiore a 10.000 euro.Tale successo veniva vantato da alcuni militanti con il giornalista Mario Molinari di Savona News”.
Ma questi soldi finiscono sui conti correnti di singoli attivisti che non sono tenuti a dichiararli a enti esterni e di controllo. Considerando che lo Tsunami Tour ha avuto 87 tappe e Beppe Grillo rendiconta solo le spese sostenute per la tappa nazionale di Roma abbiamo una nebulosa del tutto insondabile. Se in una città con 60 mila abitanti si raccolgono 10 mila euro, quanto avrà raccolto il Movimento in città di milioni di abitanti come Milano, Torino, Genova, Roma o Napoli? La legge italiana è esplicita. Le persone singole o le società che intendono sostenere un partito possono donare a questi o al Comitato elettorale del denaro. Le donazioni superiori a 1.000 euro inoltre vanno tutte dichiarate e rendicontate. Ma il M5s sin dalla sua costituzione ha raccolto donazioni che ha reso pubbliche solo in modo discrezionale e incompleto. Fatto più evidente nelle politiche 2013 che ha generato quello che Abbondanza chiama “movimentazione di denaro in nero”. Rifiutare i soldi del finanziamento pubblico è una tattica di marketing politico efficace. Porta voti, donazioni e pochi controlli.
di Antonio Amorosi